Due gabbiani di Giorgio Bongiorno
Come due gabbiani smarriti
Nel tramonto rosato
Di un giorno qualunque
Sull’ orlo increspato
Dell’oceano
Abbiamo vissuto
Smaglianti sensazioni di luce
Odorato ardenti fragranze di primavera
Orizzonti sfumati nel gelido crepuscolo
Di amorevoli amplessi
Desideri profondi
Riflessi ancora adolescenti
Nell’aria limpida della sera
Ora siamo qui
Affrancati
Liberi
Davanti alla soglia dell’infinito
Nel grande regno dei fantasmi del sogno
Alla fine ultima del lungo peregrinare
Nella terra del naufragio
E la mite melodia di questa tremula danza
Nobile ancella di lento migrare
Ci accompagna fedele
Sull’onda discreta della brezza
Vorrei godere
Con te la gioia intensa dell’ incontro
Senza chiedere da dove vieni
Sapere dove vai
E volare insieme nella placida poesia del vespro
Lontano
Fino ai perenni confini della vita

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