Due gabbiani di Giorgio Bongiorno
Come due gabbiani smarriti
Nel tramonto rosato
Di un giorno qualunque
Sull’ orlo increspato
Dell’oceano
Abbiamo vissuto
Smaglianti sensazioni di luce
Odorato ardenti fragranze di primavera
Orizzonti sfumati nel gelido crepuscolo
Di amorevoli amplessi
Desideri profondi
Riflessi ancora adolescenti
Nell’aria limpida della sera
Ora siamo qui
Affrancati
Liberi
Davanti alla soglia dell’infinito
Nel grande regno dei fantasmi del sogno
Alla fine ultima del lungo peregrinare
Nella terra del naufragio
E la mite melodia di questa tremula danza
Nobile ancella di lento migrare
Ci accompagna fedele
Sull’onda discreta della brezza
Vorrei godere
Con te la gioia intensa dell’ incontro
Senza chiedere da dove vieni
Sapere dove vai
E volare insieme nella placida poesia del vespro
Lontano
Fino ai perenni confini della vita
Versi sciolti
sabato 24 febbraio 2018
martedì 14 maggio 2013
Mani ruvide di Giorgio Bongiorno (2013)
Sfioravano lievi
I nostri visi bambini
Quelle mani ruvide di un tempo
Parevano tutti uguali
Affaticati e solenni
Negli occhi
Qualche lampo di gioia
Difficile scorgere l’aria di festa
Nei colori sbiaditi della piazza
L’afa del solleone
L’attesa impaziente delle messi
La profonda sottile malinconia dei loro sguardi
Dipingono ancora il quadro
Confuso
Di quei teneri ricordi
Memorie agresti di Giorgio Bongiorno (2013)
Ha
i colori rosati del tramonto
L’orizzonte
Di
questa tarda primavera
Poche
nuvole si stendono sul silenzio della campagna
Una
luce diffusa
Oltre
il profilo scuro dei lecceti
Accarezza covoni muti
Immobili
Stilizzati
Dalla
tecnologia di questo tempo
Il
naviglio dei tuoi pensieri
Solca ancora quel mare di
Esili spighe di avena
Ondeggianti al vento di scirocco
Sulla
riva
Riarsa
dal solleone del giorno
La terra rossa delle tue radici
Che
ti ha visto correre spensierato e gioioso
Incontro
ai sogni adolescenti
Si
prepara discreta
E
schiva
Al gelido refrigerio della notte
Il gioco delle messi di Giorgio Bongiorno (2013)
Danzano
Nell’ocra
dorato della campagna
Rotoli
Immobili
Accarezzati dalla brezza di primavera
La
antica fatica del contadino
Rincorre
i declivi della piana
Testimone dei colori del vicino tramonto
Il
bosco chiude l’orizzonte
Ai
giochi d’ombra e di messi
Il
cielo riflette
il
tepore di terre feraci
Su strati lontani di nuvole grigie
domenica 13 gennaio 2013
Fantasmi di pizzo di Giorgio
Bongiorno (2013)
Rincorrevo
Candidi
Fantasmi di pizzo
Grandi braccia distese al vento del mattino
Giocavano con me
Dietro tuniche d’angelo
Melodie
di danze
E di luce
Avrei voluto volare lontano
In questa abbagliante giornata di sole
Ricamare
volute colorate
Su tutto quell’azzurro
Di mare e cielo
Come se il sogno della notte
Potesse
continuare per la vita
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